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Comprare farmaci online: né legale, né sicuro
A colloquio con Domenico Di Giorgio, coordinatore delle attività anti-contraffazione dell'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA)

Maxiemergenza: farmacisti in prima linea
Intervista a Gian Carlo Taddei, Direttore USC Farmacia ospedaliera, Direttore Dipartimento funzionale interaziendale di Farmacologia clinica, A.O. Ospedali Riuniti di Bergamo

Fenomeno depressione: ricerca indipendente con e per la medicina generale
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Raptiva, quando i rischi superano i benefici
Intervista a Luigi Naldi, Gruppo di Lavoro Psocare, Centro Studi GISED, Ospedali Riuniti di Bergamo.

Quando le aziende informeranno i cittadini...
Intervista a Maria Font, Presidente uscente dell'International Society of Drugs Bulletins, Vicedirettore di Dialogo sui farmaci, Servizio Farmaceutico Territoriale ULSS 20 Verona

Antibiotici secondo appropriatezza
La compliance ai trattamenti antibatterici ed il trattamento di supporto delle infezioni delle prime vie respiratorie nel bambino

Antibiotici in chirurgia: quando e per quanto tempo?
A colloquio con Anna Maria Marata, responsabile area farmaci CeVEAS, Azienda USL di Modena

Quale informazione per le donne sulla TOS
Dalla Consensus conference "Quale informazione per le donne in menopausa sulla terapia ormonale sostitutiva", in anteprima, le raccomandazioni della giuria rivolte al pubblico generale, ai medici e a tutti gli interessati

Il futuro prossimo dell'innovazione
Intervista a Nicola Montanaro, Professore Ordinario di Farmacologia, Facoltà di Medicina e Chirurgia, Alma Mater Studiorum Università di Bologna

 

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Maxiemergenza: farmacisti in prima linea
Intervista a Gian Carlo Taddei, Direttore USC Farmacia ospedaliera, Direttore Dipartimento funzionale interaziendale di Farmacologia clinica, A.O. Ospedali Riuniti di Bergamo.

Il terremoto che ha colpito L'Aquila ci porta a riflettere su come gestire al meglio l'emergenza sanitaria nelle catastrofi. Qual è la sua esperienza?
Da vent’anni la farmacia dell’Ospedale di Bergamo garantisce l’assistenza farmaceutica all’ANA – Associazione Nazionale Alpini di Bergamo – che mette a disposizione, sia a livello nazionale che internazionale un ospedale da campo che si muove o via terra o via aria. L'ospedale è dotato sostanzialmente di tutte quelle strutture a carattere medico, chirurgico e laboratoristico che servono per garantire un servizio di emergenza e assistenza sanitaria. Una delle strutture è la farmacia ospedaliera il cui servizio è essenziale per la gestione dei farmaci, dispositivi medici, diagnostici e disinfettanti.

Come viene gestito il servizio di farmacia ospedaliera?
Da nostri colleghi, farmacisti volontari, che ne hanno la responsabilità e che si rifanno alla farmacia dell’ospedale di Bergamo per quanto riguarda l’assistenza e l’approvvigionamento e la consulenza. Sostanzialmente l’organizzazione dell'ospedale da campo, e quindi il nostro coinvolgimento, punta a garantire farmaci, diagnostica e dispositivi medici per due tipologie, per due macro-aree di intervento. Una tipologia di intervento riguarda l'iter più tradizionale: l’ospedale si trasferisce sul luogo in cui è avvenuto il disastro e che ovviamente prevede un prontuario di farmaci che vanno dal trattamento medico al trattamento chirurgico, quindi anche tutta la parte di farmaci anestesiologici piuttosto che antidolorifici e quant’altro. Il prontuario garantisce anche dispositivi medici per quanto riguarda i materiali sanitari sia a livello medico che chirurgico. Questo è l’intervento in assoluto più significativo e più coinvolgente che coinvolge l'intera struttura. La struttura fino a pochi anni fa era in container e si trasportava o su camion o su aerei, i C130 dell’aeronautica; oggi si punta molto su una struttura più agile e quindi sulla tensostruttura.

La seconda macro-area di intervento?
Si tratta di un intervento leggermente meno impegnativo sotto il profilo dell’organizzazione e della movimentazione di mezzi e di persone. In pratica, rappresenta il primo intervento: subito dopo che si è verificato un evento catastrofico o anche bellico l’ospedale manda sul posto le prime équipe formate da rianimatori, infermieri, tecnici e anche dal farmacista. Questo è un intervento molto più agile, molto più snello che prevede una dotazione sia di farmaci sia di dispositivi medici, che servono solo per il breve periodo di intervento. Il fine è di fare un primo sopralluogo e di riportare i feriti in Italia o comunque nell’area della Lombardia e di Bergamo. Anche la Presidenza della Regione Lombardia ha affrontato l’implementazione di un sistema della Maxiemergenza. In particolare la Direzione Generale dell’Assessorato alla Sanità ha coordinato l’istituzione di una task-force per urgenza-emergenza con sede logistica presso l’A.O. Niguarda di Milano in condivisione con la Protezione Civile, la Croce Rossa e l’Agenzia Regionale per l’Emergenza e Urgenza (AREU). A questo servizio collaboro per il coordinamento dell’attività di assistenza farmaceutica.

Come e dove interviene questo servizio della Regione Lombardia?
Su territoriale sia nazionale che internazionale. Anche in questo caso l'organizzazione della farmacia ospedaliera ricalca i due modelli adottati dall'Ospedale da campo dell'ANA che abbiamo soprannominato “intervento tsunami” e “intervento Libano”. Il primo, che prende il nome dall’esperienza dello tsunami, prevede il trasferimento di una struttura sul luogo del disastro per garantire un servizio un’assistenza da ospedale da campo con farmaci e dispositivi medici di cui abbiamo anche qua condiviso sia il prontuario dei farmaci che il repertorio dei dispositivi con i clinici e gli infermieri. Il secondo prevede invece il trasferimento di una équipe di sanitari sul luogo del disastro, di natura bellica piuttosto che a carattere di catastrofe naturale, che ha la funzione di fotografare la situazione e interviene nel prelevare i feriti e nel trasportarli in questo caso negli ospedali lombardi.

I farmaci da dove arrivano?
Per quanto riguarda l’assistenza farmaceutica abbiamo il supporto della farmacia dell’ospedale di Bergamo, dell’ospedale Niguarda di Milano e della farmacia dell’ospedale San Gerardo di Monza; queste tre farmacie ospedaliere hanno sempre a disposizione la dotazione farmaceutica e di dispositivi medici che serve per questi due tipi di interventi: primo o secondo intervento più massivo.

Cosa deve contenere un kit di intervento?
Per quanto riguarda la dotazione sia di farmaci sia di dispositivi medici esiste un prontuario dedicato a questo tipo di intervento e un repertorio di dispositivi medici, tutto codificato. Il prontuario che abbiamo adottato per l’evento tsunami nasce dalla collaborazione dei Medici e Infermieri dell’AREU. È molto simile al prontuario deliberato con un decreto ministeriale pochi anni fa dalla protezione civile, al quale abbiamo contribuito. Sono farmaci per il primo intervento sia di tipo anestesiologico che di tipo chirurgico; a questi si aggiungono farmaci antibatterici e antidolorifici, per poi ovviamente aprire a tutti i trattamenti che nascono nel momento in cui la degenza non è più di urgenza/emergenza ma diventa una degenza più prolungata.

Per quanto riguarda i dispositivi medici?
I primi interventi richiedono dispositivi di tipo rianimatorio, quindi l’assistenza dell’anestesista del 118 e sono dispositivi ovviamente salva vita, servono proprio per l’assistenza anestesiologica, e poi c’è tutta la dotazione  legata all’interventistica di tipo chirurgico.

Nel momento dell’emergenza, quali sono le principali complessità che si incontrano per attuare le diverse strategie di intervento?
Personalmente lavoro in “seconda linea”. Ho dei colleghi che governano e gestiscono in maniera volontaristica la farmacia ospedaliera dell’ospedale da campo per conto della Protezione Civile; loro non aspettano che si verifichi l’evento ma durante tutto l’anno verificano e tengono sotto controllo le scorte dei farmaci e dei dispositivi medici e dei diagnostici; ovviamente tengono il minimo indispensabile, anche per il discorso delle scadenze, e tengono tutto sotto controllo. Nello stesso tempo la nostra farmacia ospedaliera, in collaborazione con i colleghi dell’A.O. Niguarda di Milano e San Gerardo di Monza, deve detenere sia una scorta di farmaci che di dispositivi medici sempre pronti. Quindi noi siamo organizzati in maniera tale da rispondere sempre, a qualsiasi ora del giorno e della notte, secondo un’organizzazione che è legata proprio al “Piano di Emergenza Massiccio Afflusso di Feriti” (PEMAF) dell’Ospedale.

21 aprile 2009

Speciale “Terremoto e farmaci”

Più in-formazione per l'emergenza terremoti.
Intervista a Massimo Di Muzio, Responsabile della Farmacia dell’Ospedale da campo della Regione Marche, membro del GORES (Gruppo Operativo Regionale di Emergenza sanitaria) della Regione Marche.

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